
La psicoterapia per bambini e adolescenti è una forma di supporto psicologico e clinico specializzata, volta ad aiutare i giovani a comprendere, affrontare e superare disagi emotivi, comportamentali o relazionali che si manifestano durante l'età evolutiva.
L'obiettivo è favorire il benessere psicologico, lo sviluppo e l'adattamento del bambino o dell'adolescente, intervenendo sulle difficoltà che possono ostacolare la crescita sana.
Spesso, questo tipo di terapia coinvolge anche i genitori (o le figure di riferimento) attraverso colloqui di sostegno alla genitorialità.
Di seguito, i link ai documenti in formato pdf relativi ai bilanci di Centro Vela
Bilancio Anno 2023 [ formato pdf ] »
Bilancio Anno 2022 [ formato pdf ] »
Bilancio Anno 2021 [ formato pdf ] »
Bilancio Anno 2020 [ formato pdf ] »
Bilancio Anno 2019 [ formato pdf ] »
Di seguito, in formato PDF una serie di documenti riguardanti la normativa attualmente in essere:
ADHD - MIUR, Circolare - 15 giugno 2010
BES - Circolare Ministeriale n. 1143 - 17 maggio 2018
BES - Circolare Ministeriale n. 8 - 6 marzo 2013
BES - Strumenti di intervento - 27 dicembre 2012
BES - USR Lombardia, Strumenti di intervento - dicembre 2013
DSA - Legge n. 170 del 08 ottobre 2010
DSA - MIUR, Linee guida - 12 luglio 2011
INFORMATIVA
In base alla legge europea sulla sicurezza dei dati (Art.13, Regolamento Europeo 2016/679) l’Utente prende atto che CENTRO VELA S.R.L. si impegna a trattare i dati personali dell’Utente secondo i principi di correttezza, liceità e trasparenza e di tutela della riservatezza. Pertanto, si informa l’Utente che:
Cosa è il Metodo Feuerstein
Il concetto fondamentale alla base del Metodo Feuerstein è quello di "Modificabilità Cognitiva Strutturale": gli esseri umani sono modificabili, cioè sono soggetti ad essere significativamente modificati da un intervento affettivo-educativo da parte di altri esseri umani (mediatori).
Secondo Feuerstein l'intelligenza non è innata, né tanto meno statica, ma è un bene che tutti hanno e che si può sviluppare in virtù della plasticità e della plasmabilità delle strutture del nostro cervello.
Durante tutta la vita, in base alle esperienze che vive, l'uomo presenta dei cambiamenti in risposta agli stimoli che continuamente lo raggiungono, modifica le sue prestazioni e tende ad adattarsi all'ambiente che lo circonda. Ma tutto quello che egli apprende assume veramente un significato solo grazie all'intervento di altri esseri umani che si pongano come "mediatori", organizzandogli e presentandogli gli stimoli in modo che generino in lui dei cambiamenti positivi sul piano cognitivo.
Il metodo Feuerstein si basa sul concetto della plasticità cognitiva. Supporta e potenzia la capacità di strutturarsi in risposta a sé stessi, all’ambiente e a nuovi stimoli presenti nella quotidianità; cercando sia di dare stabilità alle capacità cognitive sia rinforzando le abilità ad essa connesse. Mira al raggiungimento di un buon livello di indipendenza e autonomia.
Obiettivi
L’uso degli strumenti del Metodo Feuerstein PAS standard (Programma Arricchimento Strumentale) in situazioni di disagio scolastico infatti favorisce (in modalità e livelli differenti a seconda della difficoltà presentata dagli alunni):
Esempi di alcuni strumenti (schede/attività) usate nel metodo Feuerstein con i relativi obiettivi:
I disagi emotivi sono situazioni di fragilità emotiva in cui il bambino/ragazzo sperimenta una sofferenza psicologica, per le piu’ svariate motivazioni, sia durante l’infanzia sia in adolescenza; e che li espone al rischio di sviluppo di futuri quadri di disturbo psicologico vero e proprio (es. ansia, depressione, agiti aggressivi...) se non adeguatamente presi in carico.
Spesso possono essere situazioni transitorie, di passaggio, in particolare in alcune fasi evolutive, ma cio’ non toglie l’importanza di non “prenderli sottogamba”.
La diagnosi
La psicodiagnosi prevede generalmente la somministrazione, da parte di psicologi psicoterapeuti, di test psicologici dopo aver effettuato un colloquio preliminare con genitori e un colloquio con il bambino/ragazzo. Generalmente è preceduta da una prima visita ed osservazione Neuropsichiatrica Infantile con genitori e bambino.
Il trattamento
Tali situazioni possono essere affrontate prendendo in carico il bambino/ragazzo e i suoi genitori, attraverso percorsi terapeutici mirati e “tagliati” sulla singola situazione problematica.
Centro Vela offre una ampia gamma di tipologie di presa in carico e trattamento psicoterapico: dallo sportello di ascolto, alla psicoterapia psicodinamica, alla psicoterapia cognitivo-comportamentale, alla terapia centrata sulla persona, al coping power, alla psicoeducazione, il tutto con figure di professionisti del settore, ognuno secondo la sua competenza e sempre con la supervisione del medico NPI.
Sono quadri clinici che causano un ritardo nell’acquisizione delle normali tappe dello sviluppo neuropsicomotorio. Ad esempio il bambino puo’ mostrare ritardo nello stare seduto o nel tenere la posizione eretta; ritardi di deambulazione, che generalmente avviene entro i 18 mesi di vita.
Si possono evidenziare difficoltà nello sviluppo delle competenze di gioco e di manipolazione, che fanno apparire il bambino “piu’ immaturo” rispetto a quanto atteso per l’età.
La diagnosi
L’iter diagnostico prevede generalmente una prima visita ed osservazione Neuropsichiatrica Infantile con genitori e bambino. È il medico NPI che predispone l’iter di valutazione e pone la diagnosi di ritardo di sviluppo, avvalendosi dell’aiuto di altre figure professionali (neuropsicologa, terapista della neuropsicomotricità, logopedista).
Il trattamento
Alla diagnosi segue l’inizio del trattamento dei Ritardi di sviluppo neuropsicomotorio, che generalmente prevede sedute di psicomotricità a frequenza bisettimanale. La psicomotricità è un trattamento che, attraverso il gioco libero e attività piu’ strutturate, mira a stimolare lo sviluppo del bambino nelle aree di debolezza, secondo obiettivi concordati con l’equipè sanitaria.
Sono quadri clinici che causano un ritardo nell’acquisizione delle normali tappe dello sviluppo linguistico o una alterazione delle stesse. Di solito si pone sospetto di ritardo linguistico quando il bambino dopo i 30 mesi di vita pronuncia solo poche o nessuna parola. Si parla di disturbo di linguaggio quando il bambino, pur esprimendosi, lo fa in modo non corretto (esempio pronuncia male le parole o non costruisce correttamente la frase); oppure quando sembra non comprendere cio’ che gli viene detto.
La diagnosi
L’iter diagnostico prevede generalmente una prima visita ed osservazione Neuropsichiatrica Infantile con genitori e bambino. È il medico NPI che predispone l’iter di valutazione e pone la diagnosi, avvalendosi dell’aiuto di altre figure professionali (neuropsicologa, terapista della neuropsicomotricità, logopedista).
Il trattamento
Alla diagnosi segue l’inizio del trattamento dei Ritardi e Disturbi del linguaggio, che generalmente prevede sedute di logoterapia a frequenza bisettimanale. Quando il bambino è in età prescolare spesso al trattamento logopedico si associa un trattamento psicomotorio, a seconda del caso.
CHE COS'È LA SINDROME DI ASPERGER?
E’ una condizione, un disturbo neurobiologico evolutivo, che dura tutta la vita e può essere presente sia nei bambini che negli adulti. Gli specialisti inseriscono la sindrome di Asperger (AS) in un gruppo di condizioni chiamate Disturbi dello Spettro Autistico, che presentano tutte compromissioni nelle abilità sociali e comunicative. La sindrome di Asperger viene considerata come una forma di autismo lieve.
AMBULATORIO CENTRO VELA, tenendo in considerazione l’epidemiologia della sindrome Asperger, la tardiva diagnosi e le poche strutture dedicate alla presa in carico di pazienti con queste difficoltà, soprattutto dall’età pre-adolescenziale a quella adulta, ed avendo nella propria equipe professionisti esperti nel settore che collaborano con diverse Associazioni (CuoreMenteLab, associazione spazio Asperger, ecc) si propone di offrire supporto a partire dall’infanzia fino all’età adulta, attraverso i seguenti servizi:
Il Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività è un quadro clinico caratterizzato dall’incapacità patologica del bambino di mantenere l’attenzione per un certo tempo su un compito o una attività, con la tendenza a passare molto rapidamente da un’attività all’altra senza concluderne nessuna.
Il disturbo puo’ riguardare solo la funzione attentiva o puo’, piu’ spesso, associarsi anche a una componente di iperattività/impulsività, in particolare quando il bambino è piu’ piccolo.
La diagnosi in genere viene posta durante l’età scolare, quando le problematiche diventano piu’ evidenti perché viene chiesto al bambino di mantenere un maggior controllo (esempio stare seduto al banco, tenere l’attenzione in classe, eseguire i compiti in modo organizzato).
Il disturbo è causato da un “alterato funzionamento” delle regioni frontali del cervello, che risultano “immature”; e i sintomi sono cangianti nel tempo. Infatti spesso durante la crescita l’iperattività scompare, ma permane la componente di disattenzione, di cui anche il soggetto si rende conto. Spesso è un disturbo che si associa ai cosiddetti DSA (disturbi specifici dell’apprendimento, uno su tutti la dislessia), ma puo’ presentarsi isolato. I casi piu’ gravi, e soprattutto non precocemente trattati, possono arrivare a sviluppare un quadro di Disturbo oppositivo-provocatorio di devianza sociale.
Nella scuola i bambini con ADHD rientrano nei cosiddetti BES (Bisogni Educativi Speciali).
La diagnosi
L’iter diagnostico prevede generalmente l’applicazione di un preciso protocollo testale, dopo aver effettuato una prima visita ed osservazione Neuropsichiatrica Infantile con genitori e bambino.
È il medico NPI che predispone l’iter e pone la diagnosi, avvalendosi dell’aiuto di altre figure professionali (neuropsicologa, psicoterapeuta, logopedista).
Il trattamento
Alla diagnosi segue l’inizio del trattamento, che deve essere intensivo e coinvolgere medico NPI, psicologa/psicoterapeuta esperta in tecniche di psicoeducazione, neuropsicologa. Il trattamento coinvolge non solo il bambino (child training) ma anche i genitori (parent training) e gli insegnanti (teacher training), secondo un approccio integrato. Gli interventi possono essere individuali o di gruppo, a seconda del caso. Alcuni bambini piu’ compromessi sul piano comportamentale possono aver bisogno anche della concomitante somministrazione di farmaci, sotto prescrizione e controllo medico.